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 Aprile 2017.

Islanda: Scialpinismo a Olasfjordur

 

Quando si organizza un viaggio scialpinistico o alpinistico, si decide il periodo mesi prima, cercando di fissarlo quando mediamente le condizioni sono le migliori, ma è comunque sempre un terno al lotto, e fino all’ultimo si spera di trovare sia bella neve che meteo stabile. Questa settimana in Islanda è stato probabilmente uno dei viaggi più riusciti da questo punto di vista, soprattutto perché a queste latitudini il meteo stabile è abbastanza una chimera.
Il primo giorno arriviamo a Reykjavík, dove passiamo la sera e dormiamo.
Il secondo giorno, dopo 7 ore di macchina arriviamo a Olasfjordur, la nostra base per i prossimi giorni, e viste le condizioni non riusciamo a resistere alla prima "pellata" del viaggio, alle 17 sci ai piedi e primi 1000m, neve incredibile, la migliore farina della stagione, e panorami strepitosi.
Il terzo giorno è semplicemente strepitoso, neve nella notte e al mattino, quando inizia a schiarire mettiamo gli sci, gran mazzo a tracciare, con inversioni faccia valle per la troppa neve. Arrivati in cima esce il sole, e in discesa l'apoteosi... godimento allo stato puro!! Un secondo giro è stato obbligatorio, visto anche che la traccia di salita ormai era già fatta.
Il quarto giorno nuvole e nevischio a tratti, ma le previsioni danno miglioramento (che poi però non arriva...) e quindi si parte compatti per la gita di giornata. Sempre tanta neve farinosa da battere. Ci si alterna al comando e così si sale veloci verso la cima, che rimane inviolata causa nebbia. Discesa con poca visibilità ma su neve da favola, e dopo la consueta merenda islandese ipercalorica, si va a smaltire con un bel canalino pomeridiano sopra casa.
Il quinto giorno si ha la certezza che il "culo della guida", che quest'anno mi aveva temporaneamente abbandonato in Norvegia, è tornato prepotentemente! Condizioni mai viste, tempo buono e neve sempre più strepitosa, visto che la notte nevica sempre. Ormai siamo passati alla farina triplo zero!! Oggi si cambia fiordo e si fa un bel canale ripido ripetuto tre volte, poi consueto giro serale dietro casa su un pendio con solita neve farinosa da favola. Alla sera inizia a comparire un po’ di stanchezza e si spera nel brutto tempo per poter andare alle terme a riposare!
Sesto giorno, purtroppo l'alta pressione persevera... si sperava nel brutto tempo per andare alle terme, e invece al mattino sole spendente e via subito con gli sci. Dalle due gite giornaliere si passa alle 3... una prima di colazione, una di giorno e una dopo merenda, tutte da tracciare, in salita, ma fortunatamente anche in discesa su solita farina islandese triplo zero, per un bel 2500m quotidiano!!
E anche il settimo e ultimo giorno niente terme... sole già dal mattino dopo la notte ventosa e con precipitazioni. Il gruppo saggiamente mantiene il programma e va per il giro turistico; io, vittima di bulimia scialpinistica, assieme ad Adolfo, come ultima gita del viaggio facciamo la traversata Dalvik-Olasfjordur con arrivo in sci direttamente sulla porta di casa. Bellissimo giro di 16km, e per una volta tanto sfruttiamo la traccia di gruppi austroungarici che ci precedono. E meno male, anche perché le gambe sono ormai alla frutta!
Alla sera si danno fondo a tutte le scorte alimentari avanzate e si va a dormire stanchi e satolli, ma quando già tutti dormivano, arriva un messaggio dal nottambulo Tazio: Aurora! Ebbene si, abbiamo avuto anche la fortuna di vedere l'aurora boreale, solo 10 minuti di bagliori e luci in rapido movimento nel cielo, uno spettacolo davvero unico e meraviglioso, che ha saputo emozionare pure un rozzo alpinista come il sottoscritto!
Insomma viaggio riuscitissimo, da tutti i punti di vista (meteo, neve, luoghi, gite, location, ecc…), ma soprattutto grazie a un gruppo fantastico (composto da Rosanna, Silvia1, Silvia2, Martino, Tazio, Edoardo, Michele, Riccardo, Adolfo, Luca e Alberto) con cui ho condiviso questa bella settimana scialpinistica in terra islandese.

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Febbraio 2017.

Norvegia-Alesund: Scialpinismo tra i fiordi.

È il terzo anno consecutivo che vado a Saebo in Norvegia a fare scialpinismo, e se non mi sono ancora stufato dei buoni motivi ci saranno. Innanzitutto la bellezza del posto e dei suoi fiordi, poi la quantità di itinerari scialpinistici di assoluto livello, la facilità di accesso alle gite, una base d'appoggio super confortevole proprio in riva al fiordo e per ultimo anche un volo comodo con partenza da Torino.
Quest'anno stagione anomala anche in Norvegia con temperature alte, meno neve del solito e primi giorni con pioggia (!?) oltre i 500m. Nonostante queste premesse siamo riusciti comunque a fare due gite con neve inaspettatamente bella. Il terzo giorno invece ci siamo dovuti arrendere, pioggia (e neve in alto) battente, così abbiamo deciso di prendere il traghetto e visitare l'altra parte del fiordo di Saebo andando a vedere tutte le possibili gite per una prossima visita.
Fortunatamente negli ultimi due giorni ritorna il sole e riusciamo così a fare due bellissime gite con i classici panorami norvegesi mozzafiato ma soprattutto con tantissima neve fresca che ci ha "costretto" a ripellare più volte!!

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Dicembre 2016.

Thailandia: Arrampicata.

La Tailandia, prima della "scoperta" di Kalimnos, era considerata giustamente l'Eden degli arrampicatori. A queste latitudini non ero mai stato e dopo tanti giri arrampicatori in Spagna, Grecia, Turchia e Marocco, una visita alle pareti del sud-est asiatico si imponeva. Quello che mi aveva sempre un po' tenuto lontano era il caldo-umido di queste zone, sicuramente non la condizione migliore per scalare. E in effetti aspettatevi di scendere dai tiri fradici di sudore, ma col passare dei giorni ci si abitua anche a queste temperature e l'arrampicata non ne risentirà più di tanto. Per il resto è il posto piu bello in cui abbia mai scalato!
Con uno scalo negli emirati, si arriva direttamente a Krabi, da qui in 1h tra taxi e longboat si arriva a Tonsai, base di tutti gli scalatori. Il posto sembra a tutti gli effetti un isola, in realtà è terra ferma, ma irraggiungibile via terra causa mancanza totale di strade e giungla impenetrabile. A Tonsai ci sono diversi resort, dai più basici a un paio di standard più europeo (ma non nei prezzi fortunatamente!), qualche minimarket e un negozietto di scalata e ottimi ristoranti dove con meno di 10 euro si può gustare l'ottima cucina tailandese con tanto di pesce fresco alla griglia (su tutti il barracuda, strepitoso!).
Da Tonsai a piedi si raggiungono la maggiorparte delle falesie, una quarantina, molte anche nella vicina Railey (10minuti a piedi) dove si trovano i resort e le spiagge più turistiche e frequentate. Altri settori si trovano nelle varie isolette che si possono raggiungere con le longboat.
Le spiagge e il mare sono tra i più belli che potrete vedere (non per niente hanno girato da queate parti il film the beach...), le pareti sono incredibili con stalattiti impressionanti, è il regno della scalata in 3 dimensioni, ma non mancano anche i muri strapiombanti a buchi e tacche. Visto la bellezza dei posti ci aspettavamo una super frequentazione, in realtà abbiamo trovato meno gente del previsto, di europei praticamente nessuna traccia, tanti australiani, americani, giapponesi e coreani.
Se la vita a Kalimnos è rilassante, qui lo è decisamente di più! Non ci sono motorini (non ci sono strade!!) ma solo il rumore (all'inizio fastidioso ma poi ci si abitua) delle longboat che attraversano il mare da e per le varie isolette. La vita notturna a Tonsai si limita a un paio di bar con musica reggae e ska.
Quasi tutti i settori sono stati ri-chiodati in fittoni in titanio resinati, è stato fatto un lavoro veramente impeccabile. Sui tiri sono presenti anche molti cordoni (in genere in buono-ottimo stato, ma meglio sempre averne un paio dietro) su clessidre. L'unto non è un problema, ho trovato decisamente più unta Rodellar e certi settori di Kalimnos, il caldo invece è un fattore (portatevi scarpe comode, e un asciugamano per asciugare il sudore dopo aver fatto i tiri!). La maggior parte delle falesie sono strapiombanti e rimangono all'asciutto in caso di pioggia.
Ovviamente non c'è solo la scalata, impensabile venire fino qui e non fare kayak, snorkeling, fare trekking nella giungla o un giro in longboat alle varie isole.
Noi in 11 giorni di arrampicata abbiamo visitato queste falesie:
Tonsai wall and roof: è la parete sopra il nostro resort e si fa sicura direttamente dal bagnasciuga, avvicinamento nullo, noi abbiamo fatto la via Humanality, bellissima, 5 tiri fino al 6b+ con ultimo tiro da fare in opposizione su enorme stallattite nel vuoto (basta una singola da 70m), e poi vari monotiri direttamente dalla spiaggia, regno dello strapiombo e delle canne, questo è decisamente il settore più frequentato, all'ombra al mattino, e illuminato in parte di notte per chi vuole fare ancora un tiro dopocena!
Thaiwand Wall: settore tra Tonsai e Railey, roccia spettacolare con monotiri e un paio di vie lunghe di grado 7, strepitosa la via Lord of the Thais 5 tiri costantemente strapiombanti fino al 7b. All'ombra tutto il giorno.
Cobra wall: 10 tiri dal 6a al 7b, tutti molto belli, si arrampica direttamente sopra il mare, all'ombra al pomeriggio.
Monkey World: parete di 130m dove abbiamo fatto le belle vie Big Wave e The Beauty and the Beast, max 6b, basta una corda da 70m, all'ombra al pomeriggio.
Wee's Present Wall: settore subito sopra la spiaggia di Railey, all'ombra tutto il giorno, 20 tiri dal 5 al 7c+, con alcuni autentici gioiellini come Tres Equis 7b+ e un nuovo 6c+ estrema sinistra della parete, su questo grado uno dei più belli che abbia mai fatto!
The Nest/Wild Kingdom: è la falesia "urbana" di Tonsai, sono due settori, quello di destra stile palestra, strapiombone a zanche, tiri divertenti e ghisa assicurata. A sinistra canne e stalattiti spettacolari, tutti i tiri sono assolutamente da fare, ci sono anche un paio di vie da 4 tiri.
Per tutti gli altri settori toccherà ritornare e visto il potenziale anche più volte!!

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Marzo 2016.

Norvegia-Alesund: Scialpinismo tra i fiordi.

Visto l'ottima riuscita del soggiorno in Norvegia dello scorso anno nella zona di Alesund, anche quest'anno torno con un nutrito e affiatato gruppo (Silvia1, Silvia2, Rosanna, Gabriella, Martino, Arturo, Gian, Walter, Richi e Fabio) in questa zona di montagne ideale per lo scialpinismo, visto le numerose possibilità e la facilità di accesso. Nei primi giorni meteo caratterizzato da una spiccata variabilità e dalle temperature particolarmente. Siamo comunque riusciti a fare gite tutti i giorni come da programma, e portare a casa un paio di gite "di gran livello" su di tutte un "Kolastinden" stellare per meteo perfetto e condizioni della neve super!
Queste le gite effettuate:

Kolastinden (1432m).
Nivane (930m)
Vallahornet (830m)
Hogfjettet (1035m)
Sylvkallen (1310m)
Fingeren (1180m)

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Agosto 2015.

India-Ladakh: Stok Kangri (6137m) e Golep Kangri (5950m).

Dopo due anni di assenza ritorno nuovamente in Himalaya, questa volta nella regione del Ladakh nel nord dell'India in compagnia di un bel gruppo affiatato e in parte già rodato in altre spedizioni, composto da Renata, Idillia, Gianpiero, Rossella, Mario, Silvio, Lorenzo e Rosanna.
La partenza non è delle migliori, causa maltempo il volo da Delhi per Leh viene cancellato e a noi non rimane che volare a Srinagar e, dopo una bella notte rilassante su una houseboat in riva al fiume, raggiungere Leh con un giorno di ritardo via terra tramite il Kashmir e una delle tante "strade più pericolose del mondo" con il superamento di 3 passi fino a 4000m.
Dopo un giorno di turismo tra i tanti monasteri attorno a Leh, partiamo per il trekking nel parco nazionale di Hemis. In totale saranno 2 settimane in giro per le montagne dai colori incredibili del Ladakh, dormendo sempre in tenda e superando i passi Shang La (4930m), Matho La (4930m), Stok La (4850m) e Ganda La (4950m). L'obiettivo della spedizione era anche la salita allo Stok Kangri (6137m). Dopo 10 giorni di trekking facciamo campo a 5000m e il giorno dopo partenza a mezzanotte per salire lo Stok Kangri. Grazie all'ottimo acclimatamento effettuato, tutto il gruppo raggiunge la vetta tra le 6 e le 6:30. Condizioni della salita ottime, percorso vario e lungo con bella cresta alpinistica finale. Grande soddisfazione per tutti, soprattutto per Rossella e Mario al loro primo 6000. Discesa veloce al campo dove le nostre guide ladake hanno già preparato noodles e torte per festeggiare e recuperare le energie.
Dopo un giorno di riposo al campo base, saliamo anche il vicino Golep Kangri (5950m), bella salita diretta con un finale più ripido su ghiacciaio.
Gli ultimi giorni del viaggio li dedichiamo invece alla visita del Taj Mahal e della città abbandonata di Fatehpur Sikri, l'ideale coronamento di queste 3 bellissime settimane passate in India.

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Aprile 2015.

Turchia: Scialpinismo nel parco dell'Ala Daglar.

Dopo la Norvegia altra trasferta scialpinistica riuscitissima. Con Silvia, Erika, Rosanna, Riccardo, Gian e Martino siamo stati in Turchia per una settimana di scialpinismo. Dopo essere atterrati a Kayseri, la sera eravamo già nella nostra comoda e accogliente casa nel parco dell'Ala Daglar, serviti e riveriti da Ibrahim, Arif e Ozum. Tra i monti dell'Ala Daglar, abbiamo salito il Kortleki, l'Avci Veli e l'Emler. Tutte gite molto belle da far invidia ai più bei itinerari sulle nostre alpi. Condizioni meteo perfette (a parte l'Emler con giornata nuvolosa), molta neve, praticamente siamo sempre partiti con gli sci dalla macchina, trasformata su tutti i versanti e ancora farina nell'esposizione N. Dopo un giorno di meritato riposo e immancabile visita alla vicina Cappadocia, ci siamo concessi anche l'ultima cima, la vetta più alta dell'Anatolia: il monte Erciyes 3920m. Salita lunga (1800m, in parte con impianti) e con tratto finale alpinistico su 500m di canale a 35/40°. Neve perfetta portante e meteo ottimo: la classica ciliegina sulla torta!

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Marzo 2015

Norvegia: Scialpinismo ad Alesund.

Trasferta riuscitissima in terra norvegese in compagnia di Carlo, Arturo, Silvia e Martino. Come meta abbiamo scelto Alesund che si trova nel sud della Norvegia e quindi facilmente raggiungibile con poche ore di volo da Torino. Il posto è veramente fantastico con paesaggi incredibili e tipici norvegesi. Le possibilità di gite con vista mare e fiordi sono innumerevoli e tutte raggiungibili comodamente con la macchina. Ce ne sono per tutti i gusti, difficoltà e dislivelli. Noi siamo anche stati fortunati con il meteo, trovando giornate eccezionali, non una nuvola, cielo limpido e temperature ideali. Non ci siamo fatti mancare anche una gita in traversata con discesa diretta sul mare e rientro in barca. E alla sera gran mangiate di salmone! Onestamente non potevamo chiedere di meglio...

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Agosto 2014

Turchia: Arrampicata nell'Ala Daglar.

Dopo tutto il maltempo preso sulle alpi in quest'estate "invernale", una bella vacanza al sole e al caldo della Turchia ci voleva proprio per ricaricare le batterie! Ovviamente non poteva mancare una bella dose d'arrampicata, come meta abbiamo scelto la zona dell'Ala Daglar che si trova nel centro della Turchia a circa 80 km dalla più famosa Cappadocia. La zona è molto bella, ambiente montano (il punto di partenza si trova a 1600m e le cime più alte sfiorano i 4000m) con valli e pareti di calcare che ricordano molto le Dolomiti. Ottima la base d'appoggio del bel campeggio gestito da Recep e Zeynep: la coppia di turchi che hanno chiodato e valorizzato la zona. Abbiamo scalato 8 giorni nel canyon Kazikli che presenta su un lato pareti di conglomerato rosso e dall'altro pareti calcaree a buchi.  Ovviamente non potevamo andare in Ala Daglar senza scalare il Parmakkaya! Un monolite perfetto alto 300m che alla sola vista vien voglia di scalarlo. Certo si fa desiderare, visto che per arrivare all'attacco ci vanno due belle ore di camminata (riducibili a 1h e 30min con un fuoristrada) e che le sue vie non sono certo facili e plasir... Noi abbiamo scelto Orient (230m 7b max, 7a obbl.) che tra le 3 vie moderne è sicuramente la più abbordabile. A patto di superare il primo tiro, 50m di 7a con 8 spit che a freddo da subito una bella sveglia! I tiri successivi sono più gestibili anche se la chiodatura rimane sempre sul lungo (6c 35m 6 spit, 6c+ 45m 5 spit, 7b 45m 9 spit, 6b+ 55m 10 spit).
Dopo una via impegnativa ci stava una via più plasir, ma sempre su roccia super. Recep ci consiglia la via Freedom (250m 6b+ max, 6a+ obbl.) sulla Karayalak tower dicendo "five star route". E in effetti aveva ragione! Poche volte mi era capitato di fare una via sul 6b con una roccia così perfetta. I primi 5 tiri sono puro godimento su cannellures e rigole che ricordano il miglior Wenden. Poi seguono altri 2 tiri più normali per arrivare in cima.
Dopo questa scorpacciata di roccia abbiamo concluso il viaggio con un po' di sano turismo tra Cappadocia, mare, Pamukkale e Istanbul.
Da ritornare, magari la prossima volta per vedere la versione innevata e sciistica che sembra meritare altrettanto!

 

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Ottobre 2013

Himalaya: Kumbu valley, Kala Pattar (5545m) e Chukung Ri (5546m)

Erano già diversi anni che mancavo dal Nepal, e la voglia di rivedere questo bellissimo paese era tanta. Questa volta assieme a un bel gruppo assortito (in totale eravamo in 13!!) e proveniente praticamente da tutte le regioni d'Italia (da Catania a Belluno!!) siamo andati nella regione del Kumbu ad ammirare i colossi Himalayani e soprattutto a vedere di persona sua maestà l'Everest!
 L'inizio non è stato dei migliori, dopo un giorno passato a Kathmandu ad ultimare gli ultimi preparativi prima del trekking, seguono tre giorni di pioggia incessante (e soprattutto neve in quota) che fanno slittare il nostro volo per Lukla. In questi tre giorni ci diamo alla visita delle bellezze  intorno a Kathmandu (Boudhanath, Bhaktapur, Patan...), poi finalmente il tempo migliora e riusciamo a raggiungere Lukla tramite il solito areoplanino ad elica (sempre impressionante l'atterraggio sulla pista di Lukla!!).
 Da qui inizia il nostro trekking, la perturbazione dei giorni precedenti ha lasciato fino a 2 metri di neve sopra i 5000m (facendo purtroppo anche diverse vittime), e quindi il programma originale deve subire inevitabilmente alcuni cambiamenti. Poco male però, i paesaggi con la neve risulteranno ancora più belli di quello che già sono, e dopo solo 7 giorni dall'inizio del trekking tutti i componenti della spedizione raggiungono il Kala Pattar, la montagna (o "montarozzo" come lo apostrofa il romano Mario...) alto 5545m posto di fronte a Everest e Lhotse.
 Il trekking proseguirà con la salita anche del Chukung Ri (5546m) e la salita al campo base dell'Ama Dablam.
 Panorami stupendi uniti alla proverbiale accoglienza nepalese e lodge sempre più confortevoli ed "occidentali" fanno di questo trekking un viaggio che non deve mancare ad ogni appassionato di montagna.
 Purtroppo anche la fine non è stata delle migliori. L'aeroporto di Lukla oltre ad essere sottodimensionato per la mole di turisti presenti nel periodo autunnale, è soggetto alle nebbie pomeridiane che salgono dalla valle. Così mentre 5 di noi riescono a prendere dei voli, in otto rimaniamo 3 giorni bloccati a Lukla nell'attesa (vana...) di un aereo. Alla fine solamente il 4 giorno riusciremo a prendere l'elicottero (di aerei quel giorno non ne volerà neanche uno...) che ci riporta a Kathmandu e da lì il rientro in Italia.

 

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Agosto 2013

Bolivia: Acotango (6052m) e Sajama (6542m)

Vista l'ottima riuscita lo scorso anno della spedizione in Bolivia, anche quest'estate torno in questo bel paese del Sud America. Questa volta scelgo di visitare il sud, in compagnia di Rosanna1, Gianpiero e Idillia, Simone, Corrado e Rosanna2. Come acclimatamento passiamo 5 giorni nell'affascinante Salar de Uyuni, la distesa salata più grande al mondo che si eleva a 3700m di quota. A sud del Salar si estendono tra i 4000 e 5000m altipiani con incredibili bellezze naturali tutte da scoprire (laghi dai colori pazzeschi popolati da fenicotteri rosa, deserti di sabbia, geyser, acque termali, canyon). Qui come ulteriore acclimatamento saliamo il vulcano Licancabur, montagna alta ben 5970m che si specchia sul lago verde (colorazione dovuta all'arsenico, vietato fare il bagno!!). La salita ci fa subito capire che con la quota e il freddo da queste parti non si scherza, ma oltre ad essere una bella salita, questa cima ci prepara per le più impegnative salite successive.
Dopo questa abbuffata di bellezze naturali, ci spostiamo a pueblo Sajama, che sarà la nostra dimora per i prossimi dieci giorni. Dopo aver recuperato un po' di energie, saliamo il nostro primo seimila, l'Acotango, salita facile ma comunque impegnativa vista la quota.  Arriviamo tutti in vetta anche se un po' scaglionati, e così la sera possiamo festeggiare il successo di gruppo e il primo seimila per Simone e Rosanna2.
Dopo un giorno di meritato riposo alle acque termali con vista Sajama (incredibile fare il bagno a 4500m!), ci prepariamo per la meta finale del nostro viaggio: il Sajama (6542m). Corrado e Rosanna2, soddisfatti delle cime già conquistate, decidono di tornare a La Paz per un po' di turismo. Con Denys e Lidia (le nostre cuoche/organizzatrici boliviane) e Rosanna, Simone, Gianpiero e Idillia, prepariamo il materiale e, prima con i muli e poi con i portatori, saliamo al campo base (4800m) e il giorno successivo al campo alto (5700m) uno spiazzo abbarbicato sopra la morena, dove passiamo una notte discreta grazie all'assenza di vento.
Il giorno dopo sveglia all'1 e si sale in vetta! La salita ci impegna più del previsto, sicuramente il vento e il freddo si fanno sentire e qualcuno patisce un po' di più del previsto, ma stringendo i denti in circa 7 ore tutti saliamo in vetta alla cima più alta della Bolivia! Poi discesa rapidissima e alla sera siamo già a pueblo Sajama e il giorno dopo ci ri-incontriamo tutti a La Paz per gli immancabili festeggiamenti al ristorante argentino (the best in town!).
Complimenti a tutti i partecipanti per l'ottima riuscita di questa spedizione, per il buon allenamento e preparazione dimostrata e anche per l'ottimo spirito di adattamento! 
Adesso giusto il tempo per un paio di lavatrici, qualche salita sulle nostre alpi e poi si riparte per l'Himalaya!

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Marzo 2013

Scialpinismo sull'Etna (3350m)

Bellissimo we in Sicilia a fare scialpinismo sull'Etna. Spedizione nutrita (in totale 11!) alla scoperta dello scialpinismo sulle pendici dell'Etna. Alla partenza venerdì sera da Caselle i dubbi erano molti viste le previsioni che per il sabato davano allerta meteo per forti temporali. Fortunatamente la perturbazione passa velocemente il venerdì notte (acqua a secchiate con tuoni e fulmini...) e già il sabato mattina il sole fa capolino tra le nuvole. E allora dopo un sveglia con calma andiamo sul versante sud e saliamo poco oltre alla torre del Filosofo arrivando a 3000m dove si incontrano le prime colate di lava fumante (veramente emozionante). Dopo una merenda in una classica pasticceria siciliana, ritorniamo all'agriturismo per l'abbondante cena e il giusto riposo (ottima l'accoglienza all'agriturismo Cirasella di S. Alfio).
La domenica non possiamo chiedere di meglio dal meteo: sole e assenza di vento. Le uniche nuvole che si vedono all'orizzonte sono quelle che arrivano dai crateri sommitali. E così partendo da Piano Provenzana saliamo fino al cratere di NE a 3350m passando di fianco al cratere in questo momento attivo che continua a cannoneggiare e sparare massi ad altezze considerevoli! Rapida discesa dalla cima, e, dopo una pausa a distanza di sicurezza, iniziamo la discesa dei pendii del vulcano che ci regala una sciata inaspettata: bellissimi valloni e canali con neve stupenda grazie anche alle nevicate del giorno prima.
Complimenti a tutti i partecipanti (Rosanna, Francesca, Silvia, Gabriella, Renata, Martino, Enrico, Antonio, Maurizio, Gianpietro) che hanno raggiunto la cima e condiviso con me questo breve ma intenso WE di sci e vacanza.

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Agosto 2012

Bolivia: Condoriri Group , Huayna Potosi (6088m), Illimani (6439m)

Inizio di spedizione in Bolivia. Gruppone numeroso e affiatato, in totale 16 persone assieme a Riccardo l'amico e collega. Facciamo base a La Paz e per acclimatarci alle mete più alte previste dal viaggio, dopo un po' di turismo sui 4000m (Lago Titicaca, isla del sol, Tiwanaku), scegliamo come prima meta il Wilamankilisani (5245m) che decidiamo di salire per il canale centrale (diff.: AD, 45-50° 200m) tanto per allenarsi per le difficoltà delle prossime montagne. Quindi ci spostiamo nel gruppo del Condoriri, facendo base in tenda alla bellissima laguna Tuni, dove saliamo in successione picco Austria (5350m), Tarija (5320m) e Pequeno Alpamayo (5370m) per la sua bella ed estetica cresta.

Completato l'acclimatamento si sale a passo Zongo per la salita dell'obiettivo della spedizione: Huayna Potosi (6088m). Il gruppo si riduce a 11 (chi aveva già deciso di andare a visitare il salar de Uyuni, chi purtroppo vittima di qualche virus). Grazie all'ottima forma e acclimatamento del gruppo, decidiamo di salire il Huayna direttamente dal rifugio che si trova al passo Zongo (4800m), il dislivello totale e' di 1300m, ma in questo modo si evita di passare una notte al rifugio alto (affollato, freddo e maleodorante!). Dopo 10 giorni di sole, incredibilmente la mattina della salita nevischio e vento. Che beffa non si può salire! Fortuna che avevamo previsto un giorno di recupero, che si rivela fondamentale! Infatti la mattina seguente giornata spettacolare, mare di nuvole sotto i 4000m con sole e caldo che ci accompagnano nella salita e in poco più di 7 ore siamo tutti in cima al Huayna! Per quasi tutti e' il primo 6000m, ma grazie al programma di acclimatamento e all'allenamento non sembra proprio! Complimenti a tutti (Melania, Rosanna, Giorgio, Alessio, Romeo, Domenico, Luca, Lino, agli "ammalati" Flavio, Valeria e Mario, e ai "turisti" Maela, Pietro ed Erika, tutti comunque con in "saccoccia" almeno 3 cime da 5000m) per l'ottima riuscita della spedizione!

Quando eravamo tutti pronti a tornare a casa ecco la sorpresa: uragano Isaac su Miami con conseguente cancellazione del volo! Il gruppo decide di tornare con un nuovo piano di volo definito da noi "viaggio della speranza" con una serie imprecisata di scali tra nord e sud America. Io e Riccardo invece decidiamo di sfruttare questa opportunità facendo un'altra settimana di vacanza con obiettivo l'Illimani la bella montagna che con i suoi 6439m sovrasta La Paz. Decidiamo per un'organizzazione "light" come piace a noi: niente cuochi, portatori e campi alti. Andiamo in macchina fino a Pinaya, poi con l'aiuto di un mulo in meno di 2 ore fino al campo base (4400m). Il giorno seguente più di 2000m di dislivello (i primi 1000 fino al nido del Condores bruciati in 1h 45min con l'aiuto di Maxi un portatore di Pinaya che ci aiuta a portare picca, ramponi e corda). Peccato solo che sottovalutandoci decidiamo per una partenza troppo anticipata (1:30 di notte, col senno del poi saremmo dovuti partire alle 5!). Arriviamo a 6000m ancora con il buio, ma soprattutto complice il vento fortissimo, fa troppo freddo per continuare. Ci mettiamo al riparo dentro un crepaccio per un'ora dove cerchiamo di riattivare la circolazione di mani e piedi a grosso rischio congelamenti. Dopo la pausa forzata decidiamo di riprendere la marcia tra le folate di vento. Poco dopo le 8 siamo già in cima, completamente congelati (comprese purtroppo le nostre macchine fotografiche, niente foto di vetta!). Abbraccio di rito e subito giù al sole e al riparo dal vento. Complice le condizioni climatiche alla fine l'Illimani si è rilevata una salita durissima veramente al limite delle nostre forze, ma che con caparbietà e soddisfazione abbiamo portato a casa!

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Agosto 2011

Tanzania: Kilimanjaro (5985m)

Bellissimo viaggio nel cuore dell'Africa con Gabriella, Paola, Rosanna, Pierluigi, Gianpietro e Simone. L'obiettivo era la salita al Kilimanjaro che con i suoi 5895m è la montagna più alta del continente, ma soprattutto la visita a un paese straordinario come la Tanzania.
Il Kili l'abbiamo salito dalla Machame Route, che si è rilevata molto bella e varia con un continuo cambiare di paesaggi e flora per un totale di 6 giorni a spasso per questo incredibile vulcano.
Per poi concludere degnamente il viaggio ci siamo anche concessi la visita a due parchi, al piccolo ma affascinante parco di Arusha e al giustamente famoso cratere di Ngorongoro, dove abbiamo potuto vedere tutte le specie animali tipiche della savana, peccato solo che il leone sia sempre rimasto in lontananza, troppo per essere fotografato, toccherà tornare!

  

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Febbraio 2011

Marocco: Scialpinismo sull'Alto Atlante

Bellissima spedizione extraeuropea di scialpinismo con Rosanna, Orfeo, Stefano, Marco, Al, Alby, Jimmy e Luca all'insegna del sole, grandi sciate e ottimo cibo! Le montagne dell'Alto Atlante in Marocco si prestano benissimo all'attività dello scialpinismo presentando ottimi valloni, canali, colli e pendii dove potersi scatenare in discese degne delle nostre alpi. La zona del Toubkal è sicuramente la migliore, con diverse montagne che superano i 4000m e con il rifugio omonimo che sorge a 3200m e che permette di effettuare molte gite facendo base sempre nello stesso posto. Noi abbiamo trovato ottime condizioni, mai una nuvola o vento, innevamento non abbondantissimo ma sufficiente per fare tutti gli itinerari previsti, anzi ben di più visto l'ottimo stato di forma di tutti i partecipanti!
Già il primo giorno non ci siamo accontentati dei 1500m di avvicinamento al rifugio, ma per studiare un po' gli itinerari io e Alby ci siamo spinti fino al Tizi n'Ouagane (3750m), mentre Al e Jimmy testavano la neve sul Tizi n'Ouanoums (3680m).
Il secondo giorno effettuiamo il "Gran Tour del Ras", salita al Tizi n'Ouagane, discesa dal suo versante sud (diff. 3.3 E1), salita del canale O (45°) del Timezguida (4088m), traversata al Ras (4083m), discesa del suo canale NE (diff. 4.2 E2), breve risalita al Tizi n'Ouanoukrim (3965m) per poi scendere il vallone omonimo fino al rifugio, per concludere così un bellissimo giro.
Il terzo giorno si alza la posta... Al mattino saliamo il couloir NE della Breche des Clochetons (3920m diff. 3.3 E1), definito giustamente dalla guida come uno dei più belli del massiccio. Poi breve sosta con classico thè alla menta al rifugio e salita alla cima simbolo dell'Alto Atlante: il Toubkal (4167m), con bella discesa pomeridiana su neve primaverile.
Il quarto giorno salivamo l'Akiod (4030m) dal Tizi Afella con discesa del suo canale NE (diff. 4.2 E1) attraverso il Tizi n'Ouanoukrim, per poi rientrare a Imlil per la festa di fine raid al gite di Abdou dove, inaspettatamente e per la gioia di tutti, trovavamo anche una cassa di birra!
Una giornata di turismo tra i giardini e il souk di Marrakech concludevano degnamente un viaggio che sicuramente rimarrà nella memoria di tutti i partecipanti!

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Gennaio 2011

Ecuador: Cotopaxi (5897m), Chimborazo (6310m)

Spedizione extraeuropea di fine anno sui vulcani dell'Ecuador. Con un bel gruppo numeroso formato da Rosanna, Renata, Paola, Idillia, Gianpiero, Pierluigi, Simone ed Ernesto, abbiamo passato le vacanze di natale in Ecuador. L'obiettivo era quello di salire alcuni dei suoi numerosi vulcani. Dopo essere atterrati a Quito, ci siamo acclimatati prima sul Pichincha (4797m) poi sull'Illiniza Norte (5126m). Poi dopo un giorno di riposo nel bel Hostal di Machachi siamo saliti al Cotopaxi (5897m) in una bella giornata serena e neanche troppo fredda. Quindi siamo scesi a sud a ricaricare le batterie a Banos con i sui imperdibili bagni termali, quindi belli carichi e motivati siamo saliti al rifugio Whymper (5000m) per salire l'ultimo vulcano in programma: il Chimborazo (6310m). La via di salita era in ottime condizioni grazie alle recenti nevicate; purtroppo però un'intensa nevicata nella notte della salita ci ha fatto desistere dalla sua scalata. Gli ultimi giorni sono stati poi dedicati a un po' di turismo nel paese, chi alle Galapagos e chi nella giungla amazzonica.

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Ottobre 2010

Madagascar: Arrampicata a Tsaranoro e Diego Suarez

Con Rosanna siamo andati alla scoperta del Madagascar. Come sempre è l'arrampicata che ci muove e quindi non poteva mancare la visita all'altipiano dello Tsaranoro con le sue pareti di granito alte fino a 800m. Su queste pareti nel corso degli ultimi 15 anni sono state aperte diverse vie, tutte impegnative visto il tipo di roccia: lavagne verticali con piccole tacche  e qualche knobs. Le vie vanno dai 300m agli 800m, preparatevi a lunghi viaggi visto che i tiri sono in genere lunghi anche più di 50m (fondamentali le corde da 60m su molte vie). Su tutti gli itinerari si scende in doppia.
Le pareti sono esposte a sud-est e in questo periodo dell'anno fa decisamente caldo, fortunatamente è sempre ventilato e la roccia è aderentissima, ma bisogna portarsi tanta acqua in parete e scarpette comode!
Noi abbiamo percorso 3 vie, tutte molto belle e consigliabili, tra le più belle da noi fatte su granito.

D
opo le vie lunghe ed impegnative dello Tsaranoro ideale è andare a rilassarsi al nord del Madagascar a Diego Suarez. Qui oltre a spiagge stupende e a parchi naturali si trovano diverse ottime falesie di calcare.
Noi prima siamo stati nella valle dei Perroquets dove ci sono diversi settori di ottimo calcare a stallattiti e canne in mezzo alla foresta di manghi, papaie e baobab.
Successivamente siamo andati a scalare nell'arcipelago di Nosy Hara. Questo è semplicemente un paradiso naturale assolutamente da preservare, costituito da piccole isole sperdute nell'oceano indiano, con belle pareti di calcare a ridosso di spiagge cosparse di corallo e conchiglioni.
Entrambi i siti si trovano in un parco naturale e l'accesso è regolamentato. Per poterci andare bisogna appoggiarsi all'organizzazione
New Sea Rock gestita da Matt Delac, un francese trasferitosi 12 anni fa in Madagascar e che ha attrezzato le pareti assieme a Piola e ha poi costruito i due campi con tende e bungalow dove si sta benissimo grazie anche alla splendida accoglienza dei malgasci.

Lista delle vie salite
Linea Bianca: 350 m, 7 tiri: 7a max; 6b obbl. (5c, 6a+, 6c+, 6b+, 6b+, 7a, 6b).
Life in a fairy tale: 500 m, 11 tiri: 7a max; 7a obbl. (5c, 6c+, 6a+, 6c+, 7a, 7a, 6c, 7a, 7a, 6c+, 6a).
Tsaradonga: 300 m, 6 tiri: 7a max; 6c obbl. (5c, 7a, 6c, 6b+, 6b+, 6b).
Materiale: 2 corde da 60m, 14 rinvii; friend dallo 0,3 a 0,75 per i primi due tiri di Linea bianca che sono in comune con la via Bravo les filles.
Discesa: in doppia per tutte le vie.
Periodo: da giugno a ottobre (ideale agosto, settembre).

 

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Settembre 2010

Marocco: Arrampicata a Taghia

Con Matteo, Eli, Michele A., Adriano, Luigi e Michele M. breve trasferta in Marocco alla scoperta delle pareti di Taghia. Dai racconti di chi ci aveva preceduto l'aspettativa era altissima, ma non è stata disattesa, anzi la realtà ha superato l'immaginazione anche del più sognatore degli arrampicatori!
Il paesino di Taghia si trova sull'Alto Atlante e si raggiunge da Marrakech con circa 6 ore di fuoristrada e altre 3 a piedi con i muli. Da Taghia si diramano 3 canyon, con pareti di calcare da ambo i lati alte fino a 800 m.
La roccia è la migliore che possiate immaginare, un misto di Verdon, Ceuse e Wenden! Attualmente ci sono circa 100 vie attrezzate per tutti i gusti, anche se prevalgono quelle mediamente impegnative.
Con Matteo siamo riusciti a salirne 5 in cinque giorni per un totale di 2000m di sviluppo! Tra tutte ci rimarrà nella mente l"Axe du Mal", avete presente la parete di Demi Lune a Ceuse? Beh allungatela per 500m e avrete la parete dove corre questa perla aperta da Arnaud Petit e soci!

 

Lista delle vie salite
Au nom de la reforme: 250 m 7 tiri: 3, 6a, 6c, 6b+, 6a+, 5a, 6b+; 6b obbl.
Zebda: 250 m 8 tiri: 7b+, 6a+, 6c+, 7b, 7a, 6c, 6c+, 6b; 6c obbl.
Axe du Mal: 500 m 14 tiri: 6b+, 6b+, 7a, 6c+, 6c+, 7a+, 6c+, 7b, 7c, 6b+, 7c+, 7a, 7a, 6b+; 7a obbl.
Canyon Apache: 300 m 10 tiri: 5c, 6b, 6b, 6c, 6a+, 6b, 6b+, 6c, 6b+, 6a+; 6b obbl.
Baraka: 700 m 15 tiri: 6b+, 6b, 6b+, 7b, 6b+, 6c, 6a+, 5c, 6a, 5b, 6a, 4b, 6a, 6a+, 6b; 6b obbl.
Materiale: 2 corde da 60m, 14 rinvii, 2-3 friend medi per Baraka (0,5-1 BD).
Discesa: in doppia per tutte le vie, per Baraka discesa a piedi dalla cima, poi doppia di 35m al colletto tra Oujdad e Tauojdad e ritorno alla base seguendo il comodo canale tra Tadrarate e Oujdad.
Periodo: primavera o autunno.

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Gennaio 2010

Marocco: Arrampicata nelle gole di Todra

Breve vacanza in Marocco. Lasciato l'inverno e la neve a casa ci siamo ritrovati in pieno clima primaverile, con caldo e sole di giorno e fresco di notte. Dopo un giorno nell'affascinante Marrakech ci siamo spostati nel sud alle gole di Todra dove abbiamo arrampicato per 4 giorni. Il posto è molto bello e ci sono pareti di calcare ocra a perdita d'occhio, dove scalatori europei hanno attrezzato vie per tutti i gusti, dai monotiri alle vie lunghe, dall'arrampicata sportiva al trad, dal 5 all'8b. Dopo esserci consumata la pelle delle dita su queste splendide rocce, abbiamo continuato il viaggio verso il sud con un'escursione a dorso di dromedario e notte in tenda nell'erg (deserto sabbioso) marocchino di Merzouga.
Terra affascinante quella marocchina, bisognerà tornare per scoprire gli altri "spot" d'arrampicata o per qualche bel raid scialpinistico nell'Atlante.

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Maggio 2009

Grecia: arrampicata a Kalymnos

Dopo tanto sci e neve è arrivato il momento di rimettere le scarpette e riprendere ad arrampicare. Quale miglior modo di cominciare la stagione se non andare nel paradiso dell'arrampicata?! Siamo stati 10 giorni nella meravigliosa isola di Kalymnos, la vacanza ideale per ogni appassionato di questo sport. Con Rosanna, Antonella, Matteo, Marco e Sergio abbiamo girato l'isola e trascorso belle giornate dove le preoccupazioni maggiori erano quelle di scegliere la falesia dove scalare e il ristorante dove andare a cena!!  

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Ottobre 2008

Himalaya: Manaslu 8163m

Con Rosanna, Matteo, Luca, Diego, Fabio, Romano, Nives e Leila in spedizione in Nepal su una delle 14 montagne alte 8000m. Scopri com'è andata leggendo il diario della spedizione e guarda le foto degli incredibili scenari dalle montagne più belle del mondo. 

diario

Filmato

 

Dicembre 2007

Turchia: arrampicata ad Antalya

Dieci giorni di vacanza-arrampicata in Turchia. Siamo stati prima a Geyikbayiri e poi ad Olympos entrambi vicino ad Antalya. Posti incredili, arrampicata a dir poco entusiasmante e tempo sempre bellissimo e caldo (a volte anche troppo!!).
Attualmente ci sono più di 300 tiri alcuni veramente indimenticabili, assolutamente da ritornarci al più presto!

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Settembre 2007

Grecia: arrampicata a Kalymnos

Dopo un lungo corteggiamento finalmente con Rosanna siamo stati sull'isola più famosa al mondo per l'arrampicata. Le aspettative seppur molto alte non sono state deluse. Tutto è perfetto, il posto, l'accoglienza, il clima. E l'arrampicata...beh non ha eguali, il meglio che possiate immaginare!

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